A penna libera

Addio 2016. Benvenuto 2017!

buoni propositi

Tra poche ore il vecchio anno lascerà spazio al nuovo e, come sempre, stilerò un lungo e confuso elenco di buoni propositi, che, più o meno, reciterà:

  • Leggere almeno trenta libri e terminare anche quelli che non mi piacciono. Senza saltare neanche una pagina.
  • Sperimentare qualche nuova ricetta convincendo compagno e figli che non sono cavie, ma privilegiati assaggiatori di un esperimento culinario progressista.
  • Frequentare le amiche vicine e rimanere in contatto con quelle – tante – lontane, perché non esiste nessuna distanza quando c’è affetto e sincerità, e bere un caffè guardandole negli occhi o sentendole al telefono non fa alcuna differenza.
  • Sistemare quell’angolino di casa che da troppo tempo è terra di nessuno, trasformandolo in “Bello!”
  • Organizzare la libreria e catalogare i libri per autore. O per genere, o per editore, o per colore della copertina, o per dimensioni o per…qualcosa mi verrà in mente.
  • Eliminare dall’armadio tutti quei vestiti che continuo a conservare perché “potrei perdere quei due chili” e prendere coscienza che non perderò neanche mezz’etto sino a quando Nutella e patatine fritte faranno parte della mia dieta.
  • Imparare a guardare con maggiore attenzione il mio compagno, quell’uomo che da venticinque anni mi è vicino e che sopporta le mie stranezze, i miei sbalzi d’umore, i miei discorsi incomprensibili, le mie frasi sconnesse, i miei “sì, farò così!” sapendo che mi riferisco a quel discorso iniziato tre giorni fa e lasciato in sospeso.
  • Passare più tempo con i miei figli, anche se mi chiedono di andare al cinema a vedere quel film horror che mi terrorizza o se vogliono giocare a Monopolino, la versione semplificata di Monopoli, e mi chiamano “palazzinara” se vinco o se pretendono che io non abbia paura video-giocando a “The walking dead” e mi guardano storto se emetto un grido quando uno zombie in decomposizione mastica il mio avatar.
  • Insegnare a Merlino che le sue camminate sulla mia schiena non equivalgono a un massaggio shiatsu e convincere Magò che miagolarmi nelle orecchie non è un buon metodo per svegliarmi.
  • Essere più paziente, sostituire la rabbia con un bel sorriso e dirmi più spesso “va tutto bene”, anche quando sembra che tutto non vada esattamente bene.
  • Sopportare chi mi frega il parcheggio credendo di essere più furbo e sorridere ironicamente a chi mi supera nella coda in farmacia pensando che non me ne sia accorta.
  • Non arrabbiarsi con chi crede che io stia meglio degli altri senza sapere che ho dovuto imparare a sorridere e a seppellire i dispiaceri che mi hanno ferito.

 

Quest’elenco potrebbe allungarsi all’infinito ma voglio terminarlo qui, ripromettendomi di leggerlo e rileggerlo e, soprattutto, di metterlo in pratica.
Buon 2017 a tutti!

Commenti

  • I tuoi buoni propositi sono ottimi cara Elisabetta, oltre che leggerli, basterebbe metterne in pratica anche solo la metà. Insieme a te io ci voglio provare, dunque: buon lavoro x entrambe.

  • Cara Elisabetta il tuo “elenco” é bello, simpatico, ironico e assolutamente vero, tanto che, se permetti, vorrei associarmi anch’io ai tuoi propositi per l’anno nuovo. Non ho molta fiducia di riuscire, ma ci spero tanto!

    • Grazie per il tuo commento Fiorella.
      Speriamo e continuiamo a sperare, sino a quando la speranza si trasformerà in volontà!

  • Tutti stupendi! Quello sulle amiche e l’amicizia è sicuramente quello che sento più vicino anche perché spesso ti danno la forza e l’energia per andare avanti.
    Un abbraccio grande!

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