Vero su bianco

Alberto e Giorgio Ripa – II° parte

Giorgio e Alberto Ripa

 

Come anticipato, ecco l’attesissima seconda parte dell’intervista ad Alberto e Giorgio Ripa, i brillanti “Gemelli del Giallo”.

  • C’è un classico della letteratura che non sei mai riuscito a terminare?
    Giorgio: Non ho letto moltissimi classici, ma non credo di averne mai abbandonato uno, né tra quelli che appartengono al passato, né tra quelli che possiamo considerare classici moderni.
    Alberto: Non ho letto molti classici però devo dire no, i libri si portano a termine, anche quelli che non piacciono del tutto o che non convincono completamente.
  • A che età bisognerebbe rileggere la Divina Commedia?
    Giorgio: Bellissima domanda! Quando ero uno studente era, sinceramente, un peso, ma una volta riletta, in età adulta, l’ho metabolizzata, compresa e, di conseguenza, apprezzata.
    Alberto: Secondo me sempre, perché è il capolavoro con la C maiuscola! Devo dirti che ho riletto l’Inferno nel 2009, l’anno della crisi, e, in quel frangente, ho pensato che avrei dovuto rileggere anche il Paradiso con la speranza di uscire dalla crisi.
  • C’è un personaggio della letteratura che avresti voluto inventare tu?
    Giorgio: Ulisse! L’Odissea e il suo protagonista mi sono rimasti nel cuore! L’avventura, le difficoltà, gli affetti familiari, le sfide, l’astuzia, l’ingegno militare, pur non apprezzando l’inganno del cavallo di Troia, e quel pizzico di vendetta sono tutti aspetti che Odisseo racchiude in sé.
    Alberto: Come autore di thriller direi Hercule Poirot, perché Agatha Christie è stata la nostra maestra e, infatti, per noi, Tobia Allievi è un moderno Poirot.
  • Quando scrivi segui dei rituali?
    Giorgio: Rituali veri e propri no, però porto sempre con me un quadernetto a quadretti sul quale annoto manualmente gli appunti, le idee, gli schemi che poi rivedo, aggiusto e inserisco nei nostri libri.
    Alberto: No, scrivo quando ho estro, accendo il computer e scrivo. L’unico rituale è il silenzio, il silenzio assoluto.
  • Cosa manca ai giovani di oggi?
    Giorgio: Forse un po’ di felicità e di serenità. Hanno un maggior benessere rispetto alla mia generazione, ma non hanno garanzie, principalmente quella lavorativa e questo è un grandissimo cruccio.
    Alberto: Hanno troppo! Noi siamo stati fortunati perché sapevamo accontentarci inventando giochi con poco o niente, cercando magari in un buon libro e nelle amicizie qualcosa che potesse arricchirci. Sì, i giovani hanno troppo, credono che tutto si possa ottenere subito e questo li porta, inevitabilmente, a essere infelici.
  • Cos’hanno in più rispetto alla tua generazione?
    Giorgio: La capacità di adeguarsi alle nuove tecnologie. Io faccio un po’ fatica, mentre loro sono abilissimi e sanno maneggiare la tecnologia con naturalezza, anche se avere tutto a portata di mano limita qualsiasi forma di approfondimento.
    Alberto: Credo che abbiamo in più la tecnologia. I motori di ricerca permettono di trovare un’informazione in pochi secondi, trent’anni fa spendevo un mese per raccogliere quello che oggi trovo in cinque minuti. La velocità di informazione e la rete sono grossi vantaggi. Ed è più facile avere amici, reali e virtuali, in tutto il mondo e mantenere i contatti, però, al contempo, diventa più difficile avere veri amici.
  • Completa la frase: senza mio fratello…
    Giorgio: Non sarei io. Una parte di me è in lui e viceversa.
    Alberto: Mi sentirei mezzo uomo.
  • Racchiuditi in una frase
    Giorgio: Ti cito un indovinello che mi rappresenta, che descrive molto bene la mia personalità e che ho inserito nel secondo libro (“L’ultima mossa” ndr). Eccolo: non è di colore rosso, non è di colore giallo, è sempreverde e ha una gobba.
    Alberto: Io mi vedo come un arcobaleno, nel quale ogni colore rappresenta una delle tante discipline che amo.

L’intervista finisce, saluto i gemelli Alberto e Giorgio Ripa. Ho la sensazione di aver trascorso qualche momento con amici di vecchia data, invece che con due scrittori appena conosciuti. L’afa è opprimente, mi fermo vicino a una fontanella cittadina in cerca di refrigerio quando un minuscolo arcobaleno mi sorprende. Lo guardo sino a quando scompare e immediatamente ripenso ad Alberto e alla sua poetica immagine finale e subito dopo a Giorgio e al suo indovinello. Erano inconsapevoli l’uno delle risposte dell’altro eppure entrambi hanno terminato l’intervista parlando di colori. Difficile credere che sia solo un caso.

Alberto e Giorgio Ripa, nati a Milano, hanno frequentato il liceo classico e conseguito, nello stesso giorno e con lo stesso voto, la laurea in Chimica il primo e in Chimica Industriale il secondo.
I loro gialli, “Melodia fatale” (2013), “L’ultima mossa” (2014), “Attrazione fatale” (2015) e “Le ali della vendetta” (2017), tutti editi da Leone Editore, spaziano in molti ambiti, metodicamente analizzati, e si compongono in un ritmo serratissimo nel quale il sottofondo culturale emerge prepotentemente.

Fotografia di Micaela Zuliani 

Commenti

  • Chi ha letto i loro thriller, chi riflette sulle loro inconfondibili trame, chi adora specchiarsi in quel labirinto multitonale che è il loro fresco, sempreverde arcobaleno di luce geniale, non può che complimentarsi con Elisabetta per la scelta dei protagonisti del suo articolo e per il taglio iridescente conferito ad esso.
    Aggiungerei che, quantunque si leggano i Ripa, non si riuscirà mai a indovinare dove finisca la loro preparazione multidisciplinare e dove cominci la partita a scacchi con le emozioni del lettore…
    Loro sono una scacchiera di magia umanistico-scientifica, gemelli leonini con la Corona del Sole, che in musica sospende l’andamento del tempo e arresta in un punto di classe la consueta scansione del ritmo di normalità!
    Lo stile è un signum!
    Grazie, Elisabetta! Complimenti, Ripa!

    • Grazie infinite per il tuo commento Matteo.
      Felice che la mia intervista abbia trovato il tuo consenso e felicissima di saperti un appassionato degli squisiti gemelli Ripa.
      Il loro stile spazia agilmente in un caleidoscopio di discipline, mettendo in evidenza le loro, innegabili, qualità e capacità.

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