A penna libera

Dialogo semiserio con il Fato

«Dunque, caro il mio Fato, due o tre considerazioni, così, tra te e me. Ci stai?»
«Ma, sì, non mi costa niente. Dai, ti ascolto»
«Mi hai fatto nascere in una famiglia benestante»
«Ecco, vedi, partiamo subito con un punto a mio favore!»
«Aspetta, con calma! Dicevo, benestante, sì, peccato che il genitore benestante se ne sia andato quando avevo poco più di una manciata di anni, portando se stesso e il suo benessere altrove… e questo altrove lo conosci solo tu, perché io non so nemmeno dove abiti»
«Questi sono i casi del…»
«Del destino? E io con chi sto parlando?»
«Sì… va bene, annulliamo il punto a mio favore»
«Vedi che ripartiamo da zero? Ma andiamo avanti! Mi hai lasciato con un secondo genitore incazzato e depresso per il quale lo sport preferito era il lancio della ciabatta o, in alternativa, l’inseguimento con il battipanni e che, simpaticamente, mi ha sempre chiamata l’errore. Ti pare giusto?»
«Eh, ogni tanto una svista… »
«Una svista? Una?»
«Ehm… »
«Appunto! Ma proseguiamo. Mi sono ritrovata in mezzo a due fratelli: uno dal quale difendermi e uno da proteggere. Ne sono uscita con molte cicatrici. Alcune suturate in Pronto Soccorso, altre invisibili ma, ti garantisco, indelebili. E fanno tutte molto male, sempre. Hai qualcosa da dire a tua discolpa?»
«Capita anche a me di assopirmi… »
«Ma se sei un’entità astratta!»
«Beh, se stai parlando con me non sono proprio così astratto, ti pare?»
«Questa te la passo! Andiamo oltre. Mi hai fatto scambiare l’amicizia con l’amore e mi hai fatto credere che bastasse vestirsi di bianco e dire un bel sì in un giorno d’autunno per vivere una favola»
«Ti ho messo alla prova e tu ci sei cascata, in pieno!»
«Permettimi, Fato, che prova del… »
«Ho molte armi, mia cara Elisabetta, e non tutte sono lecite
«E me ne sono accorta! Ma non è finita qui! Mi hai fatto approdare su un’isola sperduta nell’oceano sconfinato per conoscere l’amore della mia vita, mi hai dato due figli fantastici e mi hai insegnato che i sentimenti sono una forza più potente della gravità»
«Molti punti a mio favore!»
«Ho sempre pensato che tu fossi un romanticone… »
«Eh, sì, l’amore mi fa proprio sballare: Diego e Frida, Salvador e Gala, Federico e Giulietta, Paolo e Francesca, Gabriele ed Eleonora… »
«Fato? Stai divagando, possiamo tornare a noi?»
«Vai avanti… »
«Compio 50 anni, scrivo qualche appunto che si dilata in una narrazione. Spedisco a cinque-sei editori, mi arriva una proposta di pubblicazione, poi una seconda e, wow, una terza. Piango di gioia! Già mi vedo a firmare autografi, a sfuggire ai fans, a essere chiamata come opinionista tuttologa da Fazio/Vespa/Giletti. Mi arriva la bozza di copertina, un disegno un po’ troppo infantile che non approvo, per niente. Rispondo all’editore che ho i soggetti, viventi!, del mio libro che sonnecchiano sul divano. Possiamo mettere una loro foto? Ho molte idee, forse troppe: Merlino potrebbe guardare in giù spuntando dal bordo superiore, Magò potrebbe guardarlo dal basso con quella sua aria di sufficienza oppure le loro zampe e le loro code potrebbero sbucare dal lati della copertina o, anche, potrebbero avvolgerla. Disegno alcuni schizzi, li mando all’editore. No, niente da fare,  anche i miei disegni sono infantili. Certo, sono solo schizzi e io non sono Leonardo (Da Vinci, non DiCaprio!), ma preferirei una copertina accattivante a un disegno stilizzato, vorrei che il mio mini-libro catturasse l’attenzione e non che passasse inosservato. Ma, ancora, niente da fare. Piango, molto. La mia creatura non è più la mia creatura, è qualcosa in cui non mi riconosco»
«Ricordo… ti ho sentita piangere e quel tuo pianto ha fatto male anche a me»
«Intervenire, no? Certo che sei cinico
«Antistene e Diogene erano miei studenti e mie le idee circa la liberazione dell’uomo da tutte le esigenze/abitudini che ne limitano l’autonomia rendendolo schiavo della materialità e che… »
«Fato? Ti ricordo che mi hai mandata al liceo scientifico: filosofia era compresa nel pacchetto!»
«Ok, baby, vai, sfogati!»
«Baby?! Va beh, fingerò di non aver sentito la vaga sfumatura sessista… »
«Certo che con voi ragazze non si può neanche scherzare
«Noi, ragazze? Fato, stai rischiando, ti avverto. Insieme a due o tre amiche potrei farti pagare anni di persecuzione, soggiogazione, sfruttamento e chiusura di bocca femminile!»
«Ma cosa dici? Sono sempre stato un sostenitore del movimento femminista! Comunque, ora sei tu a divagare!»
«Colpita e affondata! Dicevo? Faccio tutto quello che posso per promuovere il mio libro, abbatto la mia atavica riservatezza, zittisco la mia innata timidezza e metto a riposo il mio carattere schivo. Senza alcuna esperienza e sola organizzo presentazioni e firma-copie telefonando a librai, giornalisti, radio, televisioni locali, biblioteche, amici. Ricevo molti no, infiniti lei chi sarebbe?, pochi sì e sono proprio quei pochi sì a spronarmi e a farmi sorridere. Passano i mesi e un anno vola via. Il mio libro è stato apprezzato, molto apprezzato, dai pochi che l’hanno letto. Già, pochi lettori. Come mai? A causa della veste grafica è, ovviamente, finito nel reparto bambini delle librerie, di tutte le librerie, reali e virtuali. Pertanto, se da un lato gli adulti ai quali era destinato non lo hanno trovato sugli scaffali giusti, dall’altro i genitori e i bambini che se lo sono ritrovato davanti non lo hanno comprato perché non era un libro per bambini!»
«Sì, lo so… però io il tuo libro l’ho letto: a me è piaciuto!»
«Grazie, vedi che quando vuoi sai essere gent… Aspetta un attimo: ho capito! Stai cercando di addolcirmi con un complimento? Fato, quest’anno di anni ne faccio 55: la dolcezza mi apre le porte del diabete, di una taglia in più e di un vago senso di nausea!»
«Certo che sei proprio incazzosa
«Ho molti altri aspetti positivi, vuoi vederli tutti oggi o preferisci una diluizione random
«Guarda che ti conosco, da quasi 55 anni… che comunque porti benissimo
«E ci risiamo! Stai gigioneggiando! Taglia, subito: non attacca!»
«Uff… sei insopportabile
«Sì, ne sono molto orgogliosa! Ma, tornando a quanto ti stavo raccontando, ricevo anche molti messaggi di elogio e tanti che, invece, criticano aspramente la copertina. I lettori non sanno che gli autori non hanno potere decisionale in merito… »
«Questo però è ingiusto! Mi ricorda qualc… »
«Frena, perché non finisce qui! Un libraio, col sorriso sulle labbra ma munito di parole taglienti più di un rasoio, mi informa che non prevedono presentazioni di libri per bambini. Gli spiego, con tutta la pazienza di cui sono capace che no, il mio non è un libro per bambini. Certo, i bambini possono leggerlo o farselo leggere, non ci sono argomenti difficili o tematiche scomode. Nulla, niente da fare: mi accompagna alla porta e arrivederci!»
«Mi dispiace molto. Vuoi che chiami Vulcano e gli faccia preparare un paio di saette da lanciare qua e là?»
«Sarebbe carino da parte tua, ma non vorrei fare torto a nessuno. Sai come sono gli Dei: tra gelosie e rivalità sarebbero capaci di incenerire mezza Lombardia!»
«Come vuoi, ma se cambi idea gli invio un whatsapp
«Urca, l’evoluzione non ha lasciato indenne nessuno! Senti un po’, siete anche sui social
«No, quello proprio no… e, comunque, i social non sono una mia invenzione… erano una prova di connessione universale ma poi sono sfuggiti di mano e voi umani vi ci siete buttati come se non ci fosse un domani! Forse… scatenando una tempesta solare… potenti onde elettromagnetiche… enormi nubi di gas… »
«Esagerato! Vuoi distruggere anni di evoluzione che ha portato tanto bene all’umanità?»
«I benefici me li spiegherai un’altra volta. Però sento che hai un’altra domanda. Dai, sputa il rospo!»
«Non ti si può nascondere proprio nulla, vero? La mia domanda è questa: perché? Perché sempre a me?»
«Cara Elisabetta, ero già preoccupato e, invece, mi hai posto una domanda molto semplice. Perché, mi domandi? Perché ti ho fornito di un carattere. Non è sempre facile e non sempre mi riesce, ma ho messo in te quello spirito indomito, combattente, caparbio che chiede a gran voce nuovi ostacoli da superare»
«Però, Fato, credimi, ne avrei fatto anche a meno… »
«Ne sei proprio sicura

  

P.S. In foto, Merlino e Magò, che, a mio modesto parere, si sarebbero meritati la copertina del loro libro!

Commenti

  • Non ho parole!
    A-MICI è una tua creatura e come tale avrebbero dovuto lasciarti la scelta della copertina!
    In più nelle librerie è stato classificato tra i libri per bambini e, invece, non è così.
    L’ho letto e l’ho trovato molto divertente e originale senza contare il tuo stile, davvero unico!

  • La prima cosa che mi e’ venuta in mente leggendo queste riflessioni e’ la seguente:
    ….portatemi Dio, lo voglio vedere, gli devo parlare, gli devo raccontare di una vita che ho vissuto e che non ho capito a cosa e’ servito, che cosa e’ cambiato, anzi, adesso cosa ho guadagnato, adesso voglio esser pagato…..
    In realta’ credo che siamo il gatto che si morde la coda, giusto per rimanere in tema, perche’ noi siamo quello che la vita ci ha fatto diventare, ma la nostra vita la decidiamo noi.
    Il fato e’ il nostro libero arbitrio…. se non avessimo deciso di reagire agli eventi, come abbiamo fatto, non saremmo le stesse persone che oggi si chiedono: perche’ proprio a me?
    Ma la risposta non ce l’avremo mai…

    • Grazie per il tuo commento, Cristina.
      Forse hai ragione, siamo quello che la vita ci fa diventare… ma una leggera, magari qualcosa più di una leggera, rabbia ogni tanto ci permette di attraversare momenti cupi e di rialzare lo sguardo.

  • Eccola qui!!! Mi hai fatto “scompisciare” dalle risate, Elisabetta!!! Questa è Elisabetta e grazie (sembra cinismo ma non lo è) a queste cicatrici, delusioni, sei riuscita a vedere le cose, gli eventi con un loro perché!
    Ma la cosa FANTASTICA in tutto questo è lo spirito e il modo con cui affronti le delusioni e la rabbia. Tu hai trovato, con questo scritto, un sistema meraviglioso per darti delle risposte! Bè, ma è bellissimo!
    Poi, vabbè, come scrivi non ne parliamo… semplicemente splendido!!
    Ognuno di noi DEVE trovare il modo e il sistema per sopportare e affrontare gli ostacoli. È una QUALITÀ che pochi hanno e tu senza saperlo l’hai trovato e sono MOLTO fiera di te!!
    Ora sai il perché di tante cose e le risposte le avevi dentro di te!!
    GRANDE Elisabetta!!!!

    • Grazie infinite, Rosy
      Felice di averti fatto scompisciare e felice di averti reso fiera, carissima! E sì, so che non è cinismo, è saggezza. Ma quanta fatica per poterci arrivare!
      Ah… il mio amico, lui, il Fato, ti ringrazia!

  • Cara Elisabetta, anzi carissima Elisabetta, so come tu ti possa sentire. Le ingiustizie gratuite fanno male a chi, come te, lavora con passione, tanto cuore e con il rispetto totale verso chi collabora con te. Io credo che il tuo Fato abbia ragione. Anche io come te me lo sono chiesto spesso: perché tutte a me??? La vita facile non ti si addice, per apprezzarti sempre di più, hai bisogno delle delusioni, delle pugnalate alle spalle, dei pianti isterici dovuti allo sconforto. Ebbene si, tutte queste situazioni negative ti aiutano ad essere migliore. Scelgono le persone come te perché sanno che ce la faranno comunque, quelle persone che, come te, si portano dentro le cicatrici dolorose che mai si dimenticano e con la forza di un sorriso velato di malinconia vanno incontro al domani. Devi sentirti soddisfatta e felice perche queste sfortune ti fanno capire come tu non vorresti mai essere. Sii fiera di te stessa anche e soprattutto nella cattiva sorte. Le persone come te rendono il mondo migliore

  • Così come Merlino e Magò si sarebbero meritati ben più di una copertina, sono certo che anche tu, carissima Elisabetta, ti saresti meritata molto di più. Lo spirito indomito cui fai riferimento ti anima da sempre e ti darà la forza di superare alla grande anche questo momento. Il meglio deve ancora arrivare e ti sta aspettando. Avanti, avanti, avanti.

    • Grazie infinite per il tuo sostegno, Daniele.
      In un primo momento, confesso, ho pianto e mi sono sentita abbattuta, sconfitta.
      Ma, quell’incazzoso temperamento che mi anima mi ha subito ridestata e il Fato, sì, sempre lui!, mi ha detto: «beh, cos’è tutta questa scena? Ne hai passate di peggiori».
      Quindi, come tu dici, giustamente, avanti, sempre!

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