Lo scaffale dei poeti

Joseph Rudyard Kipling – Se…

Se…

Se saprai conservare il controllo quando tutti intorno a te lo perdono
e te ne fanno una colpa;
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però in considerazione anche il loro dubbio;
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
o essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
o essendo odiato, non dare spazio all’odio,
senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
e trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
o a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
e piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
e rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
e perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai costringere cuore, tendini e nervi
a servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
e a tenere duro quando in te non c’è più nulla
se non la Volontà che dice loro: «Tenete duro!»

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
o passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo;
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
dando valore a ogni istante che passa,
tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E – quel che più conta – sarai un Uomo, figlio mio!

Rudyard Kipling – Poems/Poesie – Mursia

Joseph Rudyard Kipling nasce a Bombay (attuale Mumbai) nel 1865 da genitori inglesi. A soli sei anni viene mandato in Inghilterra, precisamente a Southsea, affinché frequenti le scuole primarie. A tredici anni entra all’United Service College, istituto nel quale venivano educati i figli degli ufficiali britannici, ma, venendo ritenuto insufficientemente dotato a livello intellettivo – è strano constatare come questa nota negativa sia una prerogativa di molte menti eccelse – gli viene negata una borsa di studi a Oxford. A causa di questo ostacolo, il padre lo manda in Pakistan, a Lahore, dove ricopre l’incarico sia di direttore della Collezione Nazionale di Arte, sia di guardia del Museo. Trasferitosi nuovamente a Bombay, Kipling inizia i propri viaggi di esplorazione che lo portano in Birmania, Cina, Giappone, Stati Uniti d’America e, infine, di nuovo a Londra, dove si stabilisce. Sposatosi con Caroline Starr Balestier e versando in precarie condizioni economiche, decide di trasferirsi in Vermont presso la famiglia della moglie ed è proprio questo il periodo nel quale scrive “Il libro della giungla” e “Il secondo libro della giungla”.
«Può essere una vera sfortuna per la reputazione di un uomo aver conseguito precocemente un grande successo, con una data opera o con un certo genere di opere» scrisse T. S. Eliot e, infatti, lo strabiliante successo e la diffusione dei romanzi della Giungla, di Kim e dei versi Barrack-Room Ballads in Inghilterra, e in qualunque stato si estendesse il dominio britannico, determinano la duplice immagine universalmente consolidata di Kipling: autore per ragazzi e cantore dell’Inghilterra imperiale. E questa etichetta, che non ne categorizza affatto l’ingente produzione, gli rimarrà cucita addosso sino alla morte, nonostante egli sia realmente uno degli autori più versatili e prolifici del suo tempo. Narratore e poeta, Kipling mostra tutta la sua acuta sensibilità così come il disprezzo per gli intellettuali che non conoscono e non partecipano all’azione definendoli fragili esseri. In disaccordo con gli ideali dell’estetica decadente, Kipling è, infatti, l’unico scrittore del suo tempo a occuparsi di politica, mettendo il suo ingegno e le sue capacità al servizio dell’ideologia, trasformando così la sua penna in uno strumento di impegno civile. Affascinato, altresì, dalle recenti scoperte e invenzioni in campo tecnologico, esalta entusiasticamente con i toni del realismo più vero il telegrafo, l’automobile, l’aeroplano, ritenendoli la dimostrazione evidente dell’ingegno umano e, al contempo, inserisce nella propria poetica le tematiche legate al lavoro manuale e ai ceti medi, ai quali si rivolge. Ecco, quindi, ritratte le vite dei soldati, degli ufficiali, dei fuochisti, dei contadini per i quali utilizza una terminologia e un gergo appartenenti al popolo stesso.
Rientrato in Inghilterra a causa di una lite familiare, Kipling pubblica “Capitani coraggiosi” e “Stalky & C.”. Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 raggiunge l’apice della fama ottenendo, nel 1907, il Premio Nobel per la letteratura. Negli anni della Prima Guerra Mondiale svolge diversi incarichi tra i quali quello di corrispondente di guerra, in un primo tempo sul fronte occidentale e in seguito sul fronte italiano, e di autista di ambulanze militari. In quegli stessi anni suo figlio John, soldato volontario, muore nella battaglia di Loos. Kipling, reticente e riservatissimo, difficilmente offre spunti autobiografici all’interno delle proprie opere, anzi, ove possibile, non usa mai la prima persona e tratta solo marginalmente i fatti intimi e privati. Con la diffusione dell’automobile, Kipling ritorna a essere un corrispondete itinerante. Nel 1922 viene chiamato dall’università di Toronto e nello stesso anno diviene rettore della St. Andrews University dove rimane sino al 1925. Muore nel 1936 a causa di un’emorragia cerebrale, poco tempo dopo aver saputo della falsa notizia della propria morte che aveva, con estrema ironia, così commentato «Ho appena appreso di essere morto dal vostro giornale: non dimenticate di cancellarmi dalla vostra lista di abbonati». Le sue ceneri sono conservate presso l’Abbazia di Westminster, a Londra. 

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