Saggi

L’infinitamente poco

L’infinitamente poco Book Cover L’infinitamente poco
Dominique Loreau
Vallardi
L’infiniment peu

Vivere con poco e senza affanno è preferibile a una vita votata alla ricerca del superfluo? Come sfrondare tutto ciò che non è necessario e concentrare l’attenzione su quanto è fondamentale? La millenaria saggezza giapponese, mediata dall’autrice francese trapiantata in Giappone da oltre vent’anni, insegna che nel poco vive la sostanza.

0.5

Recensione

“L’infinitamente poco” o “L’infinitamente banale”? Purtroppo banale è l’aggettivo più appropriato per questo libro, perché sono proprio le banalità che dominano le pagine in una catena che termina solo con l’ultima riga. Insulsaggini di ogni tipo condite con una sparpagliata di massime e citazione carpite a ignari filosofi, autori, pensatori di ogni tempo ai quali vengono alternati sconosciuti maestri zen, bonzi, slogan pubblicitari (sì, slogan pubblicitari!) e proverbi appartenenti alla saggezza popolare di ogni angolo di Mondo. Durante la lettura di questo libroide (definizione data da Gian Arturo Ferrari a “quegli oggetti che dei libri hanno tutte le fattezze ma non l’anima”) si alternano molti stati d’animo che spaziano, indistintamente, dalla perplessità allo sgomento e dall’incredulità allo sconcerto. Se, da un lato, il pensiero di ridurre i consumi per salvare noi stessi e il nostro malconcio pianeta è sicuramente condivisibile, inimmaginabile è, invece, approvare il pensiero di chi afferma con convinzione che l’ecologia è un falso problema, facilmente risolvibile consumando meno (effettivamente, basterebbe iniziare a non stampare libri come questo!). Ma l’autrice, non soddisfatta di queste esternazioni sbalorditive, prosegue spiegando agli sgomenti lettori come rivoluzionare la propria vita catalogando, ad esempio, le informazioni inerenti un viaggio sotto la lettera V e quelle sulla salute sotto la lettera S in una cartelletta o in un raccoglitore ad anelli, oppure di svolgere tutte le commissioni in una determinata zona della città nel medesimo giorno, o, ancora, di scegliere solo la compagnia di persone equilibrate sia emotivamente sia psicologicamente, o, sacrilegio massimo, di sbarazzarsi dei propri libri conservando o trascrivendo solo le citazioni, i passaggi interessanti, le poesie, ecc. Tutte perle di saggezza che Dominique Loreau sparge a piene mani e delle quali avrei fatto volentieri a meno.
In sostanza seguendo i consigli di Loreau si arriverà a liberarsi da qualsiasi passione e si inizierà a vivere nella neutralità, nella banalità e nella discrezione trasformandosi, ovviamente, in un essere neutrale, banale e discreto dalla linea cerebrale costantemente piatta.
Al termine della lettura ho sollevato gli occhi, osservato la mia libreria e, rassicurando tutti i libri che la popolano, ho applicato le teorie consigliate da Dominique Loreau: “L’infinitamente poco” è stato eliminato senza ripensamenti e senza rimpianti.
Il lessico adottato dall’autrice è estremamente semplice, chiaro ed elementare.
I contenuti sono poveri, insostanziali e superficiali.
La copertina, invece, è deliziosa, pulita e semplice nella sua eleganza minimal.

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