Fantasy Il libro ritrovato

Nessun luogo è lontano

Nessun luogo è lontano Book Cover Nessun luogo è lontano
Richard Bach
BUR Rizzoli
There’s no such place as far away

In previsione del suo quinto compleanno, la piccola Rae Hansen invita Richard Bach alla sua festa. Nonostante la grande distanza che li separa, l’autore decide di intraprendere il viaggio per raggiungere la giovane amica. Il viaggio inizia dentro il cuore di un piccolo colibrì, che sarà solo il primo di tanti altri compagni di percorso, che gli spiegherà che non si deve necessariamente andare da qualcuno perché non esiste alcun posto così lontano quando si ama.

5

Recensione

Un racconto breve, brevissimo, ma che ha dentro di sé il potere dirompente, profondo, infinito dei sentimenti. Pubblicato per la prima volta nel 1979, “Nessun luogo è lontano” tocca il cuore, i sentimenti più veri, l’affinità più sincera, l’amicizia più pura e, con lo stile unico che caratterizza l’autore, Richard Bach, ci insegna con disarmante semplicità che non esiste alcuna distanza quando esistono i sentimenti. Se è vero, e non posso che essere in accordo, che le persone che amiamo sono sempre con noi, nell’esatto momento in cui il nostro pensiero va a loro, non abbiamo bisogno di intraprendere nessuno spostamento per raggiungerle e dimostrare loro il nostro affetto.
Una storia d’amore universale, un viaggio esteriore e, soprattutto, interiore che l’autore compie incontrando, di volta in volta, un colibrì, un gufo, un’aquila, un falco e, infine, un gabbiano, in compagnia dei quali attraverserà città, campagne, boschi, montagne, deserti, spiagge, e dai quali imparerà quanto insignificanti possono essere le parole e quanto forti sono, invece, i sentimenti.
Un libro che si legge in una manciata di minuti, ammirando le meravigliose immagini create da Ronald Wegen ma che trasmette un messaggio talmente profondo da renderlo indimenticabile e, al contempo, diverso in ogni tempo, momento, occasione di lettura.
Cosa sono, quindi, il tempo, lo spazio e la distanza quando «Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?».
Un messaggio forte, sul quale riflettere.

Il lessico elementare, quasi didascalico, è quello prescelto e preferito dall’autore, che anche in questa occasione dimostra che pochi concetti e poche pagine possono essere più che sufficienti per racchiudere un mondo intero.
Come ne “Il gabbiano Jonathan Livingston”, i personaggi non esistono ma sono sostituiti da volatili di vario genere nei quali ogni lettore può individuare un maestro dal quale attingere, apprendere, imparare.
La copertina dell’edizione in mio possesso riporta un’illustrazione di Ronald Wegen che ritengo meravigliosa nella sua sobrietà e perfettamente aderente al contenuto.
Le illustrazioni dell’edizione successiva (1982) sono state curate da H. Lee Shapiro.

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