Saggi

Paradiso vista Inferno

Paradiso vista Inferno - Buon governo e tirannide nel Medioevo di Ambrogio Lorenzetti Book Cover Paradiso vista Inferno - Buon governo e tirannide nel Medioevo di Ambrogio Lorenzetti
Chiara Frugoni
Saggio
Società Editrice Il Mulino

Il Bene comune domina incontrastato sotto la capace guida dei governanti, I Nove (la forma governativa che resse le sorti di Siena dal 1287 al 1355 garantendo alla città sviluppo economico e artistico quasi unici). Le campagne traboccano di messi, le strade sono sicure, l’acqua è disponibile per tutti, l’ingiustizia è bandita e il popolo vive, apparentemente, felice. Tutto questo traspare negli affreschi, commissionati dai governo dei Nove ad Ambrogio Lorenzetti, affinché i cittadini possano rispecchiarsi negli uomini e nelle donne comuni resi immortali e siano spronati a sostenere la classe politica del Medioevo senese. Un manifesto politico unico che arriva sino a noi dalle pagine di questo eccellente saggio.

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Recensione

Come promuovere il buon governo in un’epoca in cui i mass media, rete internet compresa, non erano prossimi a venire? Come invitare i cittadini a rifuggire dalla temuta e demoniaca Tirannide sotta la quale regnano anarchia, violenza, carestia e morte e, al contempo, evidenziare lo splendore della città e l’operosità della campagna in cui tutti lavorano in una proficua e lieta convivenza? Come instillare un messaggio indelebile e sottilmente continuo nelle menti di artigiani, contadini, mercanti, sapienti e nobili? Sono queste le domande alle quali il Governo dei Nove, nel lontano Medioevo senese, ha dato risposta affidandosi alle abili mani del pittore Ambrogio Lorenzetti (Siena – 1290 – 1348). Gli spettacolari affreschi che occupano le pareti della Sala dei Nove nel Palazzo Pubblico di Siena si staccano dal consueto non rappresentando personaggi legati alla storia della Chiesa e della religione, o nobili e figure di spicco, ma raffigurando persone comuni intente a svolgere mansioni quotidiane e in quelle immagini, forse per la prima volta, il popolo si riconosce e si specchia. Sono queste le immagini di una propaganda politica ante litteram, attraverso le quali i potenti manipolavano il popolo, analfabeta e ignorante, mediante raffigurazioni semplici, immediate e, soprattutto, rassicuranti. Il messaggio è lampante, per chiunque: il governo attuale è il migliore. E il pittore senese Lorenzetti ha tradotto perfettamente l’intento dei suoi committenti.
«I Nove promettono, se i cittadini avranno fiducia in loro, un diffuso benessere: una campagna generosa dove tutte le stagioni convivono insieme, campi biondeggianti di grano, o che stanno per essere seminati, viti mature, e poi acqua in abbondanza, strade sicure e ben tenute in un futuro che già impende sul presente; rassicurano, i Nove, però anche chi teme per la propria incolumità, mostrandosi capaci di provvedimenti drastici» scrive Chiara Frugoni nel Prologo. E, infatti, nei mirabolanti affreschi di Lorenzetti troviamo Securitas, la sicurezza, che regge un modellino dell’impiccato e tramite un cartiglio invita gli uomini retti a camminare senza paura, e Giustizia, che porta in grembo una testa decapitata e regge una spada, ma principalmente troviamo l’uomo, la donna, il bambino e il vecchio di un tempo passato ed erroneamente – non mi stancherò mai di ripeterlo – denominato come oscuro.

La grande capacità dell’autrice, Chiara Frugoni, è quella di introdurre il lettore in un mondo non semplice e di guidarlo, con mano cortese e sicura, attraverso un lessico chiaro, diretto e comprensibile.
Le immagini che fungono da compendio a questo splendido prodotto editoriale parlano da sole. Colori, velature, sfumature catturano lo sguardo e invitano a recarsi sul posto per ammirare tutta la magnificenza che trasudano. Ovviamente, con “Paradiso vista Inferno” tra le mani.
Sbalorditive prima e quarta di copertina che riportano un particolare della Giustizia assisa in trono, di Ambrogio Lorenzetti.

Come già avvenuto per “Uomini e animali nel Medioevo. Storie feroci e fantastiche” (Il Mulino – 2018), esprimo i miei più sinceri complimenti alla dottoressa Chiara Frugoni, già docente di Storia Medievale presso le Università di Pisa, Roma e Parigi. Se ogni letterato avesse i doni dell’empatia e della comunicazione la sapienza sarebbe un bene molto più fruibile.

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