Vero su bianco

Silvia Meucci

Silvia MeucciA seguito di un rapido scambio di mail, incontro Silvia Meucci telefonicamente. Sono stupita, in modo positivo, di non dover parlare con un assistente o un intermediario che mi preannunci, perché Silvia risponde in prima persona alla mia chiamata. La sua voce è pacata, concisa, con una leggera sfumatura ruvida. Il tono è amichevole, sincero e, insieme, spontaneo. Dopo un breve dialogo introduttivo propongo la mia sequela di domande alle quali lei risponde con estrema onestà, nessun preambolo e qualche sorriso.

  • Chi è un agente letterario?
    Un agente letterario è, sostanzialmente, un intermediario tra gli autori e gli editori. Ci sono però varie tipologie di agenti letterari, alcuni si ispirano al modello americano occupandosi anche di editing, correzione, ecc, e altri che, invece, si occupano solo della lettura lasciando correzione ed editing all’editore.
  • Come si diventa agente letterario?
    Principalmente per passione verso tutto ciò che è frutto dell’ingegno. Per amore della scoperta, sia della letteratura sia della saggistica, e, soprattutto, per intercettare nuove voci. Lavorando, innanzitutto, e poi col tempo, si affina quell’olfatto, quella sensibilità che porta alla nascita di nuovi talenti.
  • Che rapporto si crea tra agente e scrittore?
    Le casistiche sarebbero infinite, ma il rapporto dovrebbe essere quello di un vero e proprio team, un tandem. È un lavoro di squadra, nel quale ci deve essere completa fiducia e totale trasparenza. Il massimo auspicabile è il sodalizio, nel quale agente e autore analizzano sia i passi da compiere, sia ogni fase che precede e segue la pubblicazione di un libro.
  • In una scala da 1 a 10 quanto è difficile collaborare con un artista?
    Non è difficile, l’importante è che l’artista sia in empatia con il suo agente. Se c’è entusiasmo e condivisione dei pensieri e delle idee, non è difficile. I problemi subentrano quando non si crea questo rapporto empatico e, di conseguenza, il percorso risulta, per entrambi, in salita.
  • C’è un autore che avete rifiutato di rappresentare pentendovene?
    Nel mio caso, avendo l’agenzia circa cinque anni, non è ancora successo, ma sul lungo periodo sicuramente succederà. Come è giusto che sia! Ci sbagliamo spesso, come spesso sbagliano gli editori rifiutando libri importanti che, magari, presso altre case editrici avranno un grande successo. Fa tutto parte del lavoro.
  • Quanti manoscritti ricevete, in media, al mese?
    Cerco di convogliare gli invii verso una finestra sul mio sito che si apre – so che questo è un punto di massima discordia – e resta aperta poco, pochissimo, perché i tentativi di ingresso sono veramente troppi. Venticinque proposte nuove al mese, più di questo non posso, perché il mio primo intento è quello di dare risposte abbastanza rapide. Gli invii spontanei non li prendiamo in considerazione, perché non potrei offrire un buon servizio e nemmeno rispondere a tutti.
  • Tra questi quanti sono effettivamente pubblicabili?
    Magari anche tutti! Il mio, e ci tengo particolarmente a dirlo anche agli autori, non è un no sulla qualità dell’opera, ma è un no sulla mia utilità. Se io posso rendermi utile, entrando in sintonia con la proposta, rappresento, ma se questo non avviene preferisco recedere. Non dico mai che un’opera non è pubblicabile, non siamo critici letterari, siamo persone che hanno gusti personali e su quei gusti si muovono.
  • Chi è un editor?
    È una persona che ha sempre le antenne all’erta ed è curiosa, attenta alle proposte, e, soprattutto, competente.
  • L’editor deve affiancare lo scrittore, seguendolo e suggerendo modifiche, o deve imporre un diverso stile allo scrittore sovrastando e sostituendolo?
    Escludo questa seconda ipotesi. L’editor affianca e consiglia, chiaramente per il bene del libro e dell’autore. Non ci sono editor, che io conosca, che abbiano questo ego spropositato. L’editor aiuta l’autore a migliorare il libro, tirando fuori la massima potenzialità dalla voce dello scrittore, quindi è qualcuno che aiuta e non qualcuno che sovrasta.
  • Chi è un ghost-writer?
    Un ghost-writer, come dice la definizione, è qualcuno che scrive per e in nome di qualcun altro. È un servizio che noi non offriamo ed è una cosa nella quale io non credo. Capisco però che ci siano personaggi dello spettacolo, influencer o reference che abbiano una storia da raccontare ma non abbiano né tempo né, forse, la capacità letteraria e a questo punto subentra il ghost-writer. È una tipologia di libro, e un mondo, che non rientra nella mia sfera.
  • Cosa lega un agente letterario agli editori?
    Stima e fiducia reciproche.
  • In Italia è molto difficile far pubblicare un esordiente o siamo allineati al resto d’Europa?
    Non so se siamo allineati al resto d’Europa, ma io sono partita esclusivamente da esordienti e ne ho fatti pubblicare parecchi. Nel mio caso, lavoro quasi unicamente con nuove voci, che, a parte rarissime eccezioni, hanno trovato casa. E spero di trovare casa anche a chi finora non l’ha trovata.
  • Quale iter si sente di consigliare agli aspiranti scrittori?
    Una volta terminato il manoscritto consiglio di trovare un agente, perché gli editori sono molto cambiati rispetto a dieci, quindici anni fa. Gli editori preferiscono avere un filtro e ricevere delle opere che, almeno, siano già state lette da un professionista e, magari, anche un po’ corrette e ripulite dai refusi. In questo modo è più facile che le leggano. Mentre, se uno scrittore manda spontaneamente il proprio manoscritto a 360°, cioè a tutti gli editori, senza avere ben chiara quale sia la linea editoriale o il gusto di quell’editore, corre il rischio di non ricevere alcuna risposta. Alcuni scrittori mi mandano il proprio manoscritto e, in allegato, l’elenco degli editori ai quali hanno già inviato. Spesso in quella lista non trovo nemmeno un editore che sarebbe stato in grado di pubblicare quel romanzo perché estraneo alla linea editoriale. Prima di inviare indiscriminatamente, bisognerebbe studiare e valutare il panorama editoriale e se proprio si vuole inviare, seguire una sorta di criterio e non farlo, quindi, in modo indistinto.
  • In Italia ci sono tante agenzie letterarie e nuove ne nascono di continuo. Perché uno scrittore dovrebbe rivolgersi a voi?
    Non siamo migliori di altri. Io stimo moltissimi i miei colleghi, che sono persone con cui collaboro da anni, dato che prima ero editore. L’autore, prima di farsi rappresentare, dovrebbe conoscere l’agente. Ed è lì, secondo me, che scatta la voglia autentica di collaborare insieme oppure no. Ognuno ha uno stile diverso. Non ho nessuno spirito di competizione con i miei colleghi, anzi. Spesso è accaduto di suggerirci autori che magari non sono entrati nelle nostre corde, ma riteniamo che, forse, con un altro collega quel libro, quella voce potrebbe trovare una collocazione… Anche l’agente secondo me non deve avere troppo ego. Siamo intermediari, siamo professionisti che devono rendersi utili.
  • A parte la rappresentanza, quali servizi offre la sua agenzia?
    La rappresentanza è di per sé un grande servizio perché non si limita al mercato nazionale, ma si rivolge anche a quello estero e a quello degli audiovisivi, quindi Film e serie TV. Una montagna di lavoro e di contatti.
  • Si racchiuda in una frase, in un pensiero o, se preferisce, in una parola.
    Se non le dispiace, in due parole: curiosità ed entusiasmo!

L’intervista è terminata. Spengo la registrazione e il nostro colloquio prosegue per qualche altra manciata di minuti. Le sue parole sono state convincenti, la sua trasparenza lineare e la sua disponibilità estrema. Il mondo editoriale, con le sue leggi e le sue regole, è diventato più intelligibile e meno nebuloso grazie alle risposte che Silvia Meucci mi ha fornito. Chiunque voglia addentrarsi in quella che può sembrare una giungla ha, ora, qualche strumento in più.

Il 1° Gennaio 2012 nasce Silvia Meucci Agency, ora Meucci Agency, con due importanti obiettivi: rendere disponibile la rete di conoscenze e contatti formatasi in anni di lavoro in campo editoriale e diventare, quindi, un punto di riferimento per gli editori; trovare nuovi autori italiani promuovendoli sia nel mercato originario sia all’estero. La Meucci Agency è formata da Silvia Meucci, agente letterario con venticinque anni di esperienza in campo editoriale, e da Alberto Suárez, ingegnere ed esperto in sviluppo web, che gestisce e coordina il settore amministrativo e informatico dell’agenzia.

Per ulteriori info clicca qui

Lascia un commento

Cuccioli di cani e gatti in regalo da privati, cani da associazioni, gatti e cuccioli da allevatori di animali in tutta italia.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.
maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi