Vero su bianco

Viviana Bardella

Viviana Bardella

Incontro Viviana Bardella nel centro di Monza (Mb). Comodamente sedute ai tavolini di un bar chiacchieriamo di figli, di famiglia, di sogni e di speranze. Le sue bambine corrono felici nella piazza, incuranti della canicola estiva che opprime la città. Per qualche momento Viviana e io le guardiamo sorridendo, poi ci scambiamo un’occhiata d’intesa: entrambe vorremmo avere la loro età e la loro spensieratezza.

  • Chi è realmente Viviana Bardella?
    Viviana Bardella è principalmente una mamma, in secondo piano è una donna, una moglie e una scrittrice.
  • Tra ragione e sentimento dove ti collochi?
    Vivo di istinti, di passioni. La ragione arriva sempre dopo, quando devo pagare le conseguenze del sentimento che mi ha trasportata, dal quale mi sono lasciata trasportare e che ha avuto la meglio sulla ragione, che, nel frattempo, ha continuato a parlarmi e a mettermi in guardia, ma che purtroppo, non ho ascoltato.
  • Cos’è l’indipendenza per una donna?
    L’indipendenza economica è importante, ma non è l’unico genere di indipendenza che una donna deve avere o al quale deve ambire. Indipendenza è alzarsi la mattina e scegliere di poter fare quello che realmente si desidera, questa è l’indipendenza per eccellenza. Raramente accade, ma bisogna accontentarsi. Si è indipendenti in tanti modi, anche scegliendo che tipo di persone avere accanto o che tipo di lavoro fare.
  • Cosa ti commuove?
    Poche cose mi commuovono, ma il sorriso e la felicità dei miei figli hanno questo potere.
  • Descrivi il tuo giorno perfetto
    Il mio giorno perfetto è molto differente dalla realtà che vivo quotidianamente! Perfetto sarebbe poter vivere in campagna e non nel traffico caotico della città, alzarsi la mattina, riuscire a mandare a scuola tre scalmanati senza dover urlare, dedicarmi alla scrittura e alla lettura e, infine, non avere né preoccupazioni né stress.
  • Cosa vedi dalla tua finestra?
    Dalla mia finestra, ahimè, vedo un vicino che, dalla mattina alla sera, spara ai piccioni con una pistola a pallini, perché non sopporta questi volatili. Purtroppo, durante tutta l’estate, ho questo scenario!
  • Cosa, invece, vorresti vedere?
    Non vorrei vedere la casa del mio vicino, preferirei vedere il mare!
  • Dopo cinque romanzi riesci a definirti scrittrice?
    Riesco a definirmi una discreta narratrice.
  • Quando scrivi segui pedissequamente una scaletta o ti lasci trasportare dall’emozione?
    Quando penso a che tipo di romanzo scrivere preparo una scaletta, elenco i personaggi, le loro caratteristiche, i loro nomi, il tipo di storia che voglio scrivere e, più o meno, a metà scaletta ho già stravolto tutto quanto, addirittura dimenticandomi il nome del file col quale avevo denominato la scaletta! Inizio bene e razzolo male, perché proseguo sull’onda dell’emozione.
  • C’è un tuo personaggio al quale sei particolarmente legata?
    In realtà i personaggi sono due. Olivia, la protagonista dei miei primi due romanzi (“A.A.A. Principe azzurro cercasi” e “Ho sposato il principe… Ridatemi il rospo” ndr) e Antonella, una delle protagoniste degli ultimi miei due libri (“Martedì libera uscita” e “Martedì libera uscita. Si salvi chi può” ndr). La prima, Olivia, perché è una donna forte e romantica, la seconda, Antonella, perché è stato amore al primo pensiero.
  • Dopo un editore straniero, due auto-pubblicazione e un piccolo editore italiano, che tipo di proposta editoriale vorresti ricevere?
    Vorrei ricevere una proposta editoriale che mi permettesse di avere maggiore visibilità, senza dubbio. A qualsiasi scrittore fa piacere vedere il proprio libro esposto sugli scaffali, mentirei se ti dicessi il contrario. Quando entro in libreria, per acquistare libri di altri autori, non posso fare a meno di cercare i miei romanzi, ma raramente li trovo. Vorrei, piano piano, arrivare a un grande editore.
  • E se non arrivasse?
    Continuerei a scrivere, comunque, magari cercando qualche piccolo editore indipendente.
  • Dove ti vedi tra dieci anni?
    Innanzitutto spero di vedermi ancora su questa Terra! Mi vedo come oggi, sempre con i miei figli, sempre alle prese con tutti i “guai” di una famiglia, non mi vedo molto diversa o collocata in un ambiente differente rispetto a quello attuale.
  • Ideazione, stesura, correzione, revisione, editing, pubblicazione e promozione: queste sono, sommariamente, le fasi di un libro. Quale senti più tua e quale preferiresti evitare?
    La stesura è mia, per forza! Faccio da sola una parte di editing, possiedo una buona dose di autocritica, ma, ovviamente, non essendo sufficiente, preferisco affidarmi a un editor. Eviterei un po’ di promozione, ma è un male necessario, quindi si fa!
  • Pochi sanno che sono gli editori, e non gli autori, a scegliere titoli e copertine. Quanto ti è pesato dover sottostare a questa clausola?
    Mi è pesato un po’, ammetto. L’editore dei miei ultimi due romanzi ha deciso di lasciare i titoli provvisori coi quali avevo denominato i manoscritti, benché io stessa non fossi pienamente convinta di questa scelta. Per quanto riguarda le copertine, sì, mi è pesato parecchio non poter scegliere o non poter dare nessuna indicazione, perché il prodotto finale non è quello che desideravo io.
  • Racchiuditi in una frase
    Il mio motto è il seguente: leggo per conoscere il cuore di chi scrive e scrivo per donarne un po’ del mio.

L’intervista finisce, fermo la registrazione ma noi restiamo lì, continuando il nostro dialogo fitto. Viviana Bardella è una persona deliziosa, che parla serenamente di tutto, senza alcun timore di essere fraintesa. Prima di salutarci ci scambiamo i numeri di telefono, promettendoci di risentirci presto. Quando arrivo a casa le invio un messaggio, lei, invece di rispondere, mi telefona e continuiamo a chiacchierare, come se fossimo ancora sedute in quella piazza. In sottofondo sento le sue bambine ridere. Sorridiamo anche noi.

Viviana Bardella, lombarda, ha auto-pubblicato i romanzi “A.A.A. Principe azzurro cercasi” (Youcanprint – 2012) e “Ho sposato il principe… Ridatemi il rospo” (Youcanprint – 2013), entrambi grandi successi. I suoi romanzi più recenti, “Martedì libera uscita” (2015) e “Martedì libera uscita. Si salvi chi può” (2016), sono stati pubblicati sotto l’etichetta Edizioni Il Ciliegio. Ma Viviana continua il suo percorso armata di caratteristiche e di capacità che la porteranno esattamente dove ha individuato e fissato la propria meta.

Commenti

  • Grazie per aver voluto chiacchierare un po’ con me, mi sono sentita da subito in compagnia di un’amica.
    Un abbraccio affettuoso
    Viviana

    • Grazie per il tuo commento Viviana.
      Bellissimo è stato trovarsi immediatamente sulla stessa lunghezza d’onda condividendo passioni e speranze.
      La tua simpatia, le tue parole sincere e la tua umiltà sono merce rara, anzi, rarissima.
      Ricambio il tuo abbraccio con altrettanto affetto

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